Dal Senegal in Italia... inseguendo il sogno di ‘Rio 2016’

Il sogno chiamato ‘Rio 2016’ nella testa, il viaggio dal Senegal all’Italia e un gruppo di amici conosciuti proprio qui da noi per provare a trasformare la speranza in realtà. Mor Seck sembra uno di quei personaggi protagonisti delle favole (di quelli frutto della fantasia e dell’immaginazione), ma invece è una persona in carne ed ossa. Quando la determinazione, l’impegno, la passione e la voglia di mettersi in gioco e crederci sempre e comunque sono più forte di tutto e di tutti… e chissà allora che alla fine quel desiderio non si avveri. “Vediamo – commenta lo stesso Mor – Lo so che non sarà semplice, comunque fino all’ultimo non mi arrenderò. E’ una scommessa e voglio cercare di vincerla”. Già, una scommessa, perché forse è appunto l’intera storia del 31enne senegalese una scommessa. “Io alle Olimpiadi in Brasile? Eh sì, eccolo l’obiettivo che vorrei centrare – continua il giovane campione di corsa, specialista degli 800 e dei 1500 metri – Quando nel 2004 sono arrivato a Milano sapevo poco o nulla dell’atletica leggera. Un mondo praticamente sconosciuto, il tempo libero lo trascorrevo giocando a calcio con alcuni amici, ma un giorno che avevamo appuntamento al campetto per la nostra classica partitella non si è presentato nessuno e mi sono trovato da solo con un ragazzo appassionato di running che mi ha convinto a provare a correre. Sono stati i miei primi 5 chilometri di fila e da quel momento non ho più smesso”. Il lavoro da una parte (“Ne ho fatti diversi. L’ultimo come cameriere”), la passione per la corsa dall’altra (i primi passi in Pro Patria, quindi il passaggio all’Atletica Monza, dove è tuttora iscritto) e nella testa appunto il sogno di partecipare magari prima o poi davvero alle Olimpiadi. Le potenzialità e le qualità ci sono, però manca il tempo a disposizione (“Gli impegni lavorativi mi occupavano gran parte della giornata; avevo soltanto qualche ritaglio per allenarmi – spiega”), fino a che… “Fino a che ho conosciuto questo gruppo di persone, anzi come li definisco io dei veri e propri angeli – afferma”. Gianluca Moreschi, Giovanni Storti (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo), Marco Buzzetti, Elena Griffa, Daniele De Negri (gruppo ‘Sportmaker.it’), Pier Bergonti, tra i fondatori di ‘A Piede Libero’ (un’associazione di promozione del running), infatti, dopo averlo visto correre hanno deciso di aiutarlo a raggiungere proprio la qualificazione per le Olimpiadi di Rio, sostenendolo economicamente. “Ho chiesto l’aspettativa al lavoro, così da dedicarmi a tempo pieno alla preparazione – conclude – E loro mi stanno supportando per l’intero periodo che sarò senza uno stipendio. Per me è stata una forte dimostrazione di affetto che mi ha commosso e che oggi mi carica di tante responsabilità. Mi sono sentito ancora di più accolto in Italia e adesso allora voglio farcela per loro e per questo Paese. Sto lavorando duro per esserci tra qualche mese in Brasile: i tempi sono buoni, (1’45”81, ad esempio, negli 800 metri), vediamo quando inizieranno le gare. E se ci dovessi riuscire sarebbe un sogno che si avvera. Per chi correrò a Rio, infine? Non lo so ancora: sto aspettando la cittadinanza italiana, in quel caso quindi vorrei vestire i colori dell’Italia, altrimenti andrò per il Senegal”.

di Alessio Belleri

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