La poesia delle note. 'La mia vita in musica'

La fortuna è che non piove perché la location di questa intervista è tanto vera da sembrare quasi surreale. La colonna sonora è ‘Il Duomo di Notte’. E’ nuvoloso, tanto da non farti venire in mente di canticchiare ‘Qui la Luna’, perché in effetti non c’è. A Milano è mezzanotte, di un qualsiasi giorno, ma a far la differenza è la persona al mio fianco. Dire Alberto Fortis significa parlare di un poeta, un musicista, un cantante, uno scrittore, un regista e, perché no, anche di un filosofo. Dire Alberto Fortis significa pensare a Vincenzo e la voglia di uccidere la sua stupidità (‘Milano e Vincenzo’), canticchiare di amori in ‘Settembre’, ‘La sedia di Lillà’ e ‘Il Duomo di notte’. Ed è proprio quest’ultima che è stata annoverata tra le 100 canzoni più belle della storia del Pop Moderno. E’ un’inaspettata e onorata presenza, per te, in questa classifica. Ci vuoi raccontare il perché del tuo incontro col presidente dell’allora Polygram? E’ stato il momento chiave di un inizio carriera dove, come succede spesso a molti, si passano degli anni sentendosi dire di “no”. La cosa interessante poi è vedere come lo stesso materiale venga ritenuto idoneo invece da un altro presidente di compagnia e, non solo si fa il disco, ma è stato un disco che ha lasciato diverse canzoni nel panorama musicale italiano. Alberto Fortis scrittore, non solo di canzoni, ma anche di tre libri di poesie e di un romanzo: la tua autobiografia. Tra il 1996 e il 2001 vivi a Los Angeles dove scrivi un soggetto cinematografico diventato poi un musical. Qual è la formula di scrittura più incline a te? C’è una sorgente comune, che poi diventi le liriche, quindi il testo di una canzone, oppure rimanga in forma di poesia, la differenza è chiaramente l’adattamento, quello metrico. Quale ti affascina di più? Indubbiamente il fascino è vedere che questa delle liriche in forma canzone prende la sua sagoma e quindi si plasma. Per carità, anche cimentandosi con il libro, soprattutto con l’autobiografia in questo senso, è stato un altro passo difficile, perché quando scrivi in poesia, bene o male, ti concedi anche la possibilità di non essere compreso per certi aspetti. Quando invece scrivi una biografia, dove tutto deve essere chiaro, un conto è raccontarlo, un conto è mettere tutto in forma scritta. Quindi, anche quando racconti la cosa più banale, devi cercare di essere tridimensionale e di far capire all’altro di presupporre sempre che tu quello che dici lo conosci e l’hai immaginato, ma invece è tutto da descrivere. Anche il libro autobiografico è stato veramente un bel lavoro, infatti è durato quasi un anno. C’è chi sostiene che le canzoni non vadano spiegate. Personalmente credo invece che certi testi meritino attenzione come se fossero poesie, perché poi in realtà lo sono. L’album ‘Do l’Anima’ è caratterizzato da videoclip con speciali intro di tue note sui testi, e spesso chiudi le canzoni con frasi molto incisive e riflessive. Parliamo dell’arte visiva e del cinema che è il mio immediato secondo amore artistico. Sono stato regista, delle volte co-regista, ho scritto questo musical che comunque si fonda molto certamente sulla musica, ma anche sull’immagine e le storie. Qui è un altro impegno di dignità e di qualità professionale. A parte due canzoni, ho realizzato un video per ogni brano di ‘Do l’Anima’, quindi è diventato anche un ‘visual project’. Per il tuo essere artista, per la tua sensibilità ai temi sociali e umanitari, con la presenza e l’impegno, ti è stato riconosciuto il ‘Premio Falcone Borsellino sezione speciale anno 2014’. Sono veramente dei grandi fiori all’occhiello della carriera. Sono anni che anche nei miei concerti dedico una canzone a quelle che io chiamo ‘esistenze eccellenti’. Aver ricevuto questo premio veramente mi ha dato una grande gioia e un grande riconoscimento. Così come la mia attività sociale di testimonial nazionale di AISM e City Angels, l’essere stato un membro dell’ambasceria Unicef per i bimbi e la popolazione nativo-americana Navajo degli Indiani d’America che seguo da tantissimi anni. Sei stato il primo artista pop ad esibirsi in concerto al conservatorio Giuseppe Verdi. Cosa ti ha affascinato di più? Quella di pianoforte-voce e proiezioni immagini oramai è una formula che mi appartiene e, parallelamente a quella con la band, il pubblico si divide un po’ tra preferire l’uno o l’altra. Esibirsi in un luogo sacro come è il tempio del Conservatorio Giuseppe Verdi a Torino è stata una bella responsabilità. ‘Con te – Do L’Anima’ il filo conduttore è sempre l’amore, la vita e ‘buonamore’. ‘E lasciatelo dire, se il bene può far male, ti amo da morire. Con te posso cadere e piangere per ore. Con te posso svegliarmi e dirti Ciao Amore!’. E’ questa l’anticipazione del tuo nuovissimo lavoro. ‘Con te in Tour’ avrà inizio a Rimini, il 26 aprile. Cosa ci puoi anticipare? Le frasi che tu hai citato sono della canzone ‘Con te’ che è il nuovo singolo, il nuovo inedito, è una canzone che io ritengo davvero speciale, mi permetto di dirlo nel bene e nel male, nel senso che sono quelle canzoni, mi era successo di sentire per ‘Settembre’ in qualche modo, che hanno anche una maggior facilità proprio espositiva da parte mia. Questo non perché io l’abbia scritta a tavolino, ma ogni tanto nella vita succedono una serie di coincidenze e scrivi in una maniera più diretta, più carnale, più viscerale, più semplice anche proprio nell’essere compresa. ‘Con te’ fa parte, a mio giudizio, di questi miei momenti ed io spero tanto che possa essere una canzone, una password, uno stargade importante per far ricapire, far riavvicinare anche un pubblico che mi aveva un po’ perso per strada, o che ritiene certe mie cose, come si diceva prima, un po’ ‘più’ da dover essere spiegate. ‘Con te ‘ uscirà accompagnata da un video bellissimo che, non a caso, l’ho voluto realizzare nella palestra del collegio dove sono cresciuto da bambino e poi da ragazzo, che fa parte di quei ricordi, momenti, formazioni indelebili della propria vita, rivisti però in questa chiave musicale pop e quasi del concetto del Campus americano. E qui arrivo ‘a bomba’ a parlare dell’istruzione, che rimane un elemento fondamentale, dove però bisogna nutrire ciò che ognuno di noi dimostra di poter esprimere al meglio. Ecco perché mi piace tanto il concetto del Campus: è una moderna Agorà. Ho voluto fare lì il video di ‘Con te’ perché parla della volontà di un figlio, di una famiglia, di una visione della vita di cui prima non ho praticamente mai parlato in maniera così precisa. Ed è lì che escono proprio gli aspetti fondamentali anche dell’adolescenza. TE IN TOUR 2016 - LE DATE: Rimini 26 aprile; Roma 3 maggio; Firenze 4 maggio; Verona 6 maggio.

di Maya Erika

 

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